In principio era la shopper I’m not a plastic bag che fece della borsa in cotone un oggetto cult. Oggi Anya Hindmarch ci riprova, presentando Wine Tote, la borsa per gli amanti ecofriendly del vino.
Oltre ad Anya però, un’incredibile quantità di idee per fashion e green addicted si sono affacciate sul panorama internazionale.
Mare, avventura, libertà e tradizione per le creazioni di Elena Filippini per Kevlove: borse, borsoni e sacche da marinaio create riutilizzando le vele delle imbarcazioni, kevlar, dacron, carbonio, grilli e ganci nautici (la mia è arrivata da poco ed è meravigliosa!). Pezzi unici realizzati seguendo i gusti della clientela con una passione ereditata dal papà che nel 1959 crea la Veleria Velnova, e la fiducia in un futuro diverso e più sostenibile.
Si chiama Big Bubble Bags il marchio italiano nato dall’idea di riciclare i materiali plastici di scarto della Tecnopack, azienda leader nei materiali di imballaggio: nasce così il Laplam, materiale in plastica riciclata ed aria, leggerissimo e resistente, ideale per creare queste borse rifinite a mano e proposte in tre collezioni, Eco Classic, la prima nata, Eco trip composta da tre borse da viaggio, ed Eco-chic che propone modelli più ricercati.

Cosa dire poi del brand americano Ecoist, che realizza borse utilizzando intrecci di carte di merendine e di bevande, vantando anche la piena collaborazione di marchi come Coca Cola! Per ogni borsa venduta inoltre viene piantato un albero, e siamo già arrivati a quota 80 mila…
E per finire una grande parentesi sul riciclo del PVC: senza niente da invidiare alle famose eco-borse Freitag, una serie di progetti tutti italiani che utilizzano i banner pubblicitari per realizzare borse colorate resistenti ed eco-friendly. Da Garbagelab a ProgettoContinuo fino al progetto “Malefatte… di città di Venezia”, ideato dallo staff dell’Ufficio Grafico del Comune di Venezia e realizzato in collaborazione con l’Ufficio Servizio Civile e con la cooperativa Rio Terà dei Pensieri, che dal 1994 svolge attività di formazione professionale, spesso unita alla produzione di manufatti, all’interno delle carceri della città lagunare.
A voi la scelta!
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